Oltre i miti: esplorare il piacere anale maschile senza preconcetti
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Nell’era dell’apertura e dell’esplorazione, perché il sesso anale rimane ancora una frontiera parzialmente inesplorata? Immergiamoci nella dimensione di una pratica avvolta ancora nel mistero e scopriamo cosa abbiamo davvero perso. Il piacere anale risulta essere tutt’ora uno dei temi più dibattuti e afflitto da stereotipi, in particolar modo per quanto riguarda gli uomini e la possibilità di riceverlo. Partiamo dal dire che non c’è un solo modo di ricercare il pia cere anale. Si può andare da una stimolazione esterna dell’ano effettuata con le mani o con la bocca (il cosiddetto “rimming”), all’inserimento più superficiale di dita o toy (tra i quali, ad esempio, gli “anal plug”) fino ad arrivare a una penetrazione completa, per mezzo del pene o di toy di vario tipo (come i massaggiatori prostatici o il dildo). Questo può inoltre riguardare sia il sesso con un/una partner, sia l’autoerotismo, in cui la stimolazione anale può essere una piacevolissima aggiunta. Ce n’è per tutti i gusti e non per forza se ci piace un tipo di stimolazione ci devono piacere anche gli altri. Tuttavia, esistono vari falsi miti che riguardano il sesso ana le e che portano molte persone ad evitarlo in toto. A causa di questi tanti finiscono per non vederlo di buon occhio e, di conseguenza, si precludono la possibilità di sperimentarlo. Innanzitutto, molti pensano al sesso anale come a una pratica estrema, dolorosa e potenzialmente capace di provocare danni fisici. In realtà l’ano è dotato di una forte muscolatura ma, come tutti i muscoli, oltre ad avere la capacità di contrarsi ha la capacità di rilassarsi, se la penetrazione avviene in modo adeguato. Con i muscoli rilassati, l’ano può dilatarsi in modo naturale e tornare al suo stato iniziale una volta terminata la penetrazione, senza causare danni a lungo termine a chi riceve la stimolazione. L’importante è farlo con la dovuta calma e con sufficienti quantità di lubrificante, in modo da rende re l’esperienza piacevole e priva di dolore. C’è comunque il rischio di contrarre malattie, per cui rimane la necessità di usare precauzioni. Alcuni evitano il sesso anale perché pensano che questo sia “sporco”. Effettivamente è vero che dall’ano vengono espletate alcune funzioni fisiologiche, ma è pur sempre possibile praticare sesso anale senza incorrere in spiacevoli inconvenienti legati a eventuali residui fecali. Una corretta igiene intima e l’utilizzo del preservativo possono essere di grande aiuto in questo. Nei casi in cui si volesse essere ulteriormente sicuri di non incorrere in residui è anche possibile eseguire, poco prima del rapporto, dei lavaggi interni con l’aiuto di perette o clisteri ad hoc, seppure questa pratica non deve essere troppo frequente. Se questi due miti sono più “unisex”, ce n’è però un terzo più specifico per gli uomini eterosessuali. Molti di loro, infatti, ripudiano l’idea di ricevere una stimolazione anale di qualunque tipo perché “è da gay”. La realtà è che può essere apprezzata da tutti, a prescindere dal proprio orientamento sessuale. D’altronde, nelle coppie di uomini che fanno sesso con gli uomini è molto diffuso anche il sesso orale (come in tutte le coppie del resto), ma nessuno si sogna di dire che trovare piacevole riceverlo sia una cosa da omosessuali. Il sesso anale (nelle sue varie forme) è solo uno dei tanti modi in cui è possibile dare e darsi piacere, ma non è quello a determinare l’orientamento sessuale di una persona. Non cadere nella trappola di questi falsi miti e superarli, apre la strada a una nuova possibilità di provare piacere e ad arricchire la propria sessualità. Infatti, la stimolazione anale può essere estremamente gradevole anche per gli uomini. Innanzitutto, l’ano è ricco di terminazioni nervose e la sua stimolazione, se effettuata con i dovuti accorgimenti, può essere molto appagante. Ma non solo. Gli uomini hanno una particolare zona erogena, che aumenta ulteriormente le sensazioni, che è stata denominata “Punto P”. Si trova a circa 5-7 cm all’interno del retto (nella parte anteriore, ossia in direzione dell’ombelico). Facendo pressione su questo punto è infatti possibile stimolare la prostata e questo tende a dare piacere sessuale, in alcuni casi sufficiente a porta re all’orgasmo. Questa zona può essere raggiunta sia inserendo un dito o un toy, che anche massaggiando con movimenti regolari, dall’esterno nello spazio tra ano e scroto. Ricordiamoci però, come già detto, che è importante l’utilizzo di un lubrificante poiché l’ano non si lubrifica da solo. È fondamentale fare una precisazione. Il fatto che il sesso anale possa dare delle sensazioni eccitanti non significa che debba essere apprezzato da tutti quanti. È vero che alcune persone vengono dissuase dal provare quest’attività sessuale a causa di falsi miti e stigmatizzazioni, ma queste non sono le uniche ragioni per cui qualcuno potrebbe non volerla prati care: alcuni l’hanno provata e non l’hanno trovata gradevole; altri semplicemente non sono interessati. Non c’è niente di sbagliato in questo e, anzi, va bene così.
Detto ciò, se ci accorgiamo che il sesso anale ci piace o se anche solo siamo curiosi di provarlo, ci possono essere vari vantaggi nel concederselo. Per prima cosa è un modo per esplorare nuove zone del nostro corpo e sviluppare una maggiore consapevolezza di sé stessi e delle proprie preferenze. Conoscere le proprie zone erogene, le attività che ci eccitano e i modi in cui preferiamo essere stimolati (sia da soli che con un partner) è una risorsa preziosa per rendere le nostre esperienze sessuali più coinvolgenti, eccitanti e appaganti. Sperimentare più attività e forme di stimolazione può aggiungere varietà e novità alla nostra sessualità, aumentando il repertorio di opzioni che abbiamo a disposizione per trovare piacere durante l’attività sessuale. Quando ci si impegna sempre nelle stesse attività, si può rischiare di cadere nella monotonia, il che potrebbe portare a una diminuzione dell’interesse e della soddisfazione sessuale. Introdurre varietà può aiutare a rompere la routine, mantenendo l’esperienza fresca e interessante. Inoltre, integrare la stimolazione e il sesso anale all’interno della vita sessuale con un partner richiede un certo grado di comunicazione aperta e onesta, intimità, fiducia e intesa. È quindi un modo per rafforzare questi aspetti della relazione. È necessario essere consapevoli e capaci di comunicare all’altro cosa ci piace e come gradiamo ricevere certi tipi di stimolazione; allo stesso modo dobbiamo rendere il nostro partner consapevole di cos’è che invece non ci piace e quindi quali sono i limiti che non vogliamo che superi.
Inoltre può capitare di provare ansia o avere riluttanze varie (anche a causa dei falsi miti che abbiamo visto) rispetto a praticare il sesso anale, soprattutto le prime volte che lo facciamo. Dopotutto, le false credenze possono far sentire la loro influenza e, anche in loro assenza, è necessario approcciarsi a questa attività sessuale con una certa cura, rispettando i propri tempi e prendendo i giusti accorgimenti. Avere una persona a cui affidarsi per questo e concedersi di farlo, può essere un’importante prova di fiducia reciproca. Potrebbe esserci bisogno di un po’ di sperimentazione per raggiungere la giusta intesa, ma la ricompensa ne vale la pena.
Daniel Giunti
Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo