La verginità: un (falso) mito che deve finire
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Alzi la mano chi tra voi ha sentito dire che la verginità si perde. Non posso vedervi in questo momento, ma riesco ad immaginare che la quasi totalità di voi ha alzato la mano. Purtroppo le credenze riguardo la verginità sono tantissime e fanno sì che le persone, soprattutto le giovani donne, si sentano spaventate.
La paura origina da diverse fonti:
Paura del dolore. Come sicuramente vi avranno detto, la perdita della verginità avviene con la rottura dell’imene. Fermi tutti! questo è un falso mito. Infatti, non è assolutamente così! L’imene è una membrana, un piccolo strato di tessuto che si trova proprio all’ingresso del canale vaginale. Come ogni vulva ha una forma di versa, anche l’imene può variare da persona a persona in forma, dimensione e flessibilità. Lo possiamo immaginare come un fiore, i cui petali si schiudono delicatamente, all’occorrenza. Inoltre, si occupa di proteggere l’ambiente vaginale, così come fanno le labbra inter ne e quelle esterne. Quindi, non avviene nessuna rottura e non vi è alcun sigillo. Semplicemente si tratta di apertura e dilatazione; Di conseguenza, fisiologicamente, nessun dolore. Il fatto che alcune persone riportino dolore o sanguinamento dopo la prima volta, ha a che fare con un imene poco elastico che quindi può andare incontro a microlacerazioni (micro!). Inoltre, alcuni imeni sono conformati in modo tale da non permettere la penetrazione o da renderla difficoltosa, questi possono richiedere anche un intervento chirurgico. Ma niente paura, non è così comune e, in ogni caso, c’è la possibilità di intervenire. Quindi, non temere, non sentirai dolore. Il tuo imene, a meno che non abbia una conformazione anatomica specifica, è perfettamente preparato per accogliere un pene, un dito, un tampone interno o un sex toy. (E anche per permetterne la fuoriuscita!). Mi raccomando però, lentezza e lubrificazione. Non avere fretta di provare la penetrazione, concediti e concedetevi il tempo per stimolarvi e portare il corpo all’eccitazione. Il canale vaginale sarà più rilassato, dilatato, pronto alla penetrazione e più lubrificato.
Paura di perdere qualcosa che non tornerà più. Il fatto stesso di parlare di perdita della verginità cela dentro di sé un significato negativo. Quando perdiamo qualcosa, ne siamo dispiaciuti. Perché dovremmo associare il sesso ad una sensazione spiacevole? Ecco perché ha più senso parlare di “prima volta in cui è avvenuto un rapporto sessuale”. Che, tra l’altro, può essere penetrativo e non. Quindi questa fantomatica storia del sigillo non ha ancora di più alcun senso. Il primo rapporto sessuale (penetrativo o meno) è un bellissimo inizio alla scoperta della sessualità. Una sorta di passaggio che si attraversa per scoprire un bellissimo mondo di opportunità. Non qualcosa che si perde, provando anche dolore, per giunta.
Paura di essere scoperti. Ho sentito tante giovani donne spaventate dall’idea di essere “scoperte” da genitori e annessi. Paura di effettuare una prima visita ginecologica perché “poi scoprono che ho avuto un primo rapporto”. Tuttavia, non c’è alcun modo scientifico per verificare la verginità di una persona. Nessun test di verginità, nessun certificato medico che lo dimostri. L’unico modo per sapere se una persona ha avuto un primo rapporto è… CHIEDERGLIELO!
Paura di essere “impuri”. Anche se questa credenza appare meno frequente nell’ultimo periodo, ahimè, persiste ancora. Non molto lontano nel tempo (e anche ora in alcuni contesti), era tipico stendere dopo la prima notte di nozze, un lenzuolo sporco di sangue per dimostrare alle persone che la coppia aveva avuto un rapporto sessuale e, soprattutto, che quella donna era stata “pura” fino a quel momento. Ma come… ti ho detto che il sangue esce raramente, come è possibile? Beh, la maggior parte delle volte si trovavano altri metodi per mostrare la purezza all’entourage di persone. Come il sangue di una gallina, ad esempio. Tutti questi timori purtroppo, hanno una matrice più culturale che scientifica. Erano, e sono, metodi utilizzati per controllare la sessualità femminile e privarla di un fondamentale diritto umano: la libertà di scelta. I falsi miti riguardo al dolore e al sangue della fatidica “prima volta” rendono macabro questo momento, che deve invece essere naturale e desiderato. Caricandolo di paura si compromette la piacevolezza del rapporto e si irrigidisce il corpo, procurando fastidio/dolore. Ora, dati alla mano, spero che queste credenze vengano spazzate via e che si possa finalmente decidere in autonomia se avere un rapporto sessuale e quando; Penetrativo o non penetrativo. Senza pensare a qualcosa che si perde, ma che si conquista.
Dott.ssa Erika Desambrois
Psicologa Sessuologa