Fuga dall'orgasmo - Intervista salva-orgasmo con la Dr.ssa Leni
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Quando sto per avere un orgasmo sento una sorta di stimolo di fare la pipì. È normale?
Iniziamo con una bella domanda. Sì, innanzitutto facciamo una piccola digressione anatomica: dove c’è il pube, quella parte dove normalmente c’è peluria (che però molte persone eliminano con il laser), non c’è l’utero, c’è la vescica. Quindi immagina quanto la vescica sia vicina e coinvolta in tutto quello che riguarda l’apparato che usiamo per fare sesso. Non a caso si chiama apparato urogenitale. Quindi sì, lo stimolo a fare la pipì fa parte della stimolazione dell’apparato urogenitale. Non preoccuparti: non soffri di incontinenza urinaria se senti quello stimolo.
Quanto conta il lasciarsi andare? Tante volte ci si concentra più sulla performance che sull’atto in sé, e lasciarsi andare può diventare difficile.
Come esseri umani, maschi e femmine, siamo condannati alla performance quando si parla di sessualità. E perché? Perché, volenti o nolenti, la pornografia ci ha educati così. L’immagine che abbiamo del sesso è performativa: quanto sono bello, quanto sono bella, quanto sono perfetti i miei genitali, il mio seno... tutto questo mina profondamente la possibilità di abbandonarsi al piacere. C’è poi la questione dell’autostima sessuale, che incide moltissimo. Perché, parliamoci chiaro: per avere un orgasmo serve la stimolazione corretta, anzi, perfetta per quella persona. Ma la verità è che l’orgasmo parte dalla testa. Nel nostro cervello deve scattare un click. Se non ci abbandoniamo completamente e non ci diamo il permesso di godere, sarà molto difficile raggiungere l’orgasmo.
Che cosa cambia nella percezione tra sesso con penetrazione e stimolazione clitoridea, rispetto all’orgasmo?
Ho scritto un libro proprio su questo tema. Dobbiamo assolutamente disimparare l’idea che il sesso penetrativo (parlando in ambito eterosessuale) sia il sesso. Sesso e penetrazione non sono sinonimi. Per provare piacere è fondamentale la stimolazione del clitoride, sia esterna (il glande del clitoride, visibile dove si uniscono le piccole labbra), sia interna. L’organo clitorideo è l’unico organo del corpo femminile deputato esclusivamente al piacere sessuale. Non se ne può prescindere. Poi è vero: ci sono persone più inclini alla penetrazione, e questo dipende da predisposizione e gusti personali. Gusti che possono evolvere nel tempo. Magari a 20 anni si provano certi orgasmi, poi a 30 si cambia, oppure arrivano per la prima volta. Cresciamo, ci evolviamo. Pensaci: capita di non amare un cibo a una certa età e poi apprezzarlo. Lo stesso vale per il sesso. Ed è lì che arriva il segreto: accettare quello che ci piace. La normalità non esiste.
Perché durante il sesso orale non sento nulla?
Non sentire nulla durante la stimolazione del glande del clitoride può succedere. Ci sono momenti in cui può essere anestetizzato per vari motivi. Oppure — non te lo nascondo — può darsi che la stimolazione sia totalmente sbagliata per te. Nessuno nasce imparato. Se non sappiamo noi per prime cosa ci piace, non possiamo comunicarlo. E se non lo comunichiamo, l’altra persona non potrà saperlo. Quindi: conoscersi è fondamentale. E una volta che lo comunichiamo, l’altra persona deve ascoltare, fare un passo indietro e seguire pedestremente le istruzioni. Perché troppo spesso si pensa di sapere “come si fa”, e invece si fanno solo danni. Dialogo, rispetto e zero giudizi: è questa la chiave.
Mi è capitato di fare del “sesso egoistico”, in cui lui viene e il rapporto finisce lì. Nessuna attenzione al mio piacere. Come comportarsi?
È un grande classico, figlio della nostra cultura patriarcale. Succede spesso. Nel sesso eterosessuale, fisiologicamente, l’eiaculazione maschile avviene prima dell’orgasmo femminile. Questo è ciò che chiamiamo orgasm gap. L’orgasmo femminile richiede più tempo, ma questo non significa che una volta eiaculato il partner possa alzarsi e andarsene. È irrispettoso. Non ha senso. E soprattutto, non ha nulla a che vedere con il senso stesso di avere un rapporto — anche occasionale. Che sia su Tinder o con la persona che ami, il rispetto e il desiderio di dare e ricevere piacere devono essere gli stessi. Se devi eiaculare e scappare, fallo da solo.
Molte donne preferiscono masturbarsi con i sex toys. È possibile che abituandosi a certi stimoli poi si fatichi a provare piacere con un partner?
Domanda interessante. Innanzitutto: evviva lo sdoganamento dei toys. Hanno aiutato milioni di donne a conoscersi e a recuperare un legame con la propria sessualità. Detto questo, è vero: la stimolazione del vibratore è unica e irriproducibile in natura. Quindi sì, se ci si abitua solo a quel tipo di stimolo, sarà difficile ritrovarlo con un partner. Per questo è fondamentale alternare: usare i toys, ma anche le mani. Lo so, ci hanno rese pigre, ma una sessualità sana ha bisogno di un mix.
E allora, perché fuggiamo dall’orgasmo? O perché lo fingiamo?
Le due cose sono collegate. Fingiamo perché abbiamo paura, e abbiamo paura quindi fuggiamo. Molte donne — anche se può succedere anche agli uomini — fingono. Perché? Per sentirsi “normali”, per non sentirsi diverse. Perché pensano che tutte le altre donne del mondo abbiano orgasmi tranne loro. Non è vero. L’orgasmo può essere difficile da raggiungere per moltissime donne. Una mia amica, quando le dissi che l’85% delle donne finge almeno una volta l’orgasmo nella vita, ebbe la pelle d’oca. “Non lo sapevo”, mi disse. “Io li ho sempre avuti da quando ero ragazza”. Beata lei. Ma c’è una fetta enorme di donne che deve fare i conti con una vagina o un clitoride che sembrano insensibili, e con un piacere che fatica ad arrivare. Altro dettaglio tecnico: la modalità “sesso martello pneumatico” è considerata la norma del buon sesso, ma chi ce l’ha insegnata? Scommetto che molte donne pensano che il penetrare bum bum bum sia il massimo del piacere. Ma non è così. L’unica parte della vagina innervata dal nervo che trasmette il piacere è l’ingresso, l’introito. Le penetrazioni profonde non hanno senso dal punto di vista anatomico. E poi, spesso, fingiamo per non deludere il partner. “Ha fatto tutto giusto, sono io che non godo”. Invece no: siamo in due, e in due dobbiamo far funzionare la cosa.
Come possiamo rivendicare il nostro piacere senza sentirci complicate o sbagliate?
Bellissima domanda. Partiamo da questo: non siamo sbagliate. Quello che è sbagliato è pensare che sentire dolore durante la penetrazione sia normale. Che non avere orgasmi sia normale. Che l’unica stimolazione ricevuta (che non ci ha mai dato piacere) sia l’unica possibile. No. Dobbiamo conoscerci meglio, accettare che possiamo eccitarci con cose fuori dall’ordinario. Indagate le vostre fantasie. Accettate che magari a eccitarvi non sia la foto del fidanzato, e va bene così. È il primo passo per liberarci, per accettare la scarica orgasmica, per non fuggire più dal piacere.
Un consiglio per il partner di una ragazza che non riesce ad avere un orgasmo?
Deve ascoltare, con la testa e con il corpo. E soprattutto: non giudicare. Basta con la frase: “Questo problema ce l’hai solo tu, tutte le mie ex sono sempre venute”. Amore, questo lo credi tu. E alla ragazza direi: informati, parla con le amiche. Non serve per forza venire da una psicosessuologa, a volte bastano quattro chiacchiere. Ma soprattutto: conosciti. 151 Masturbatevi, ragazze. È fondamentale. Non arriverà mai un uomo, o un pene, che dal nulla vi regalerà un orgasmo. Il piacere è il nostro. E ce lo dobbiamo prendere.
Dr.ssa Leni
Psicosessuologa