Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC): che impatto ha sulla sfera affettiva?

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) non ha nulla a che fare con l’essere ordinati o persone estremamente pulite. Tra i disturbi mentali spicca per la sua complessità, decorso, trattamento e impatto sul normale andamento della vita quotidiana. È composto in parte dall’ossessione, ovvero un pensiero costante e fisso, e dalla compulsione, un comportamento volto ad abbassare l’intensità emotiva prodotta dal pensiero. Ad esempio, una persona potrebbe pensare: “ma l’ho chiuso il gas?” un’infinità di volte per poi sentire il bisogno di tornare indietro e controllare. Questa interazione tra emozioni, pensieri e comportamento crea inizialmente un equilibrio riuscendo a proteggersi dai pensieri negativi. Tuttavia, quando le ossessioni sono forti e le compulsioni, nonostante aumentino di numero, diminuiscono la loro efficacia, si verifica una compromissione graduale del funzionamento generale della persona, con forti conseguenze sulla sfera emotivo-affettiva. 


Ossessioni e Compulsioni: Cosa sono e soprattutto cosa le lega? 

Le ossessioni sono pensieri invadenti che causano ansia o disagio significativo, mentre le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che un individuo sente il bisogno irresistibile di eseguire in risposta ad esse. Le ossessioni possono distorcere la percezione della realtà e rendere difficile concentrarsi su emozioni e interazioni significative, influenzando la capacità di connettersi agli altri e generando frustrazione e isolamento sociale. La natura intrusiva delle ossessioni alimenta la paura del rifiuto e dell'abbandono, spingendo chi soffre di DOC a evitare situazioni sociali o relazioni intime. Può capitare che una persona affetta da disturbo possa essere riluttante nello stringere la mano a uno sconosciuto, toccare maniglie di porte o bere dalla tazza di un bar. Queste ansie portano alla paura costante del rifiuto e dell’abbandono, perché: “chi mai vorrebbe uscire con qualcuno che deve igienizzare tutto prima di sedersi?” e quindi funge da barriera emotiva, impedendo spesso la formazione di legami significativi. Le compulsioni, d'altra parte, sono comportamenti che vengono eseguiti come una sorta di rituale per placare l'ansia generata dalle ossessioni. Questi comportamenti ritualistici possono diventare così intrusivi da assorbire gran parte del tempo e dell'energia di un individuo, lasciando poco spazio per l'affettività e le relazioni. Va specificato che questi comportamenti non sono semplici eccentricità, ma intrusi emotivi che possono dominare la vita di chi ne soffre. Di fatto questi episodi aiutano al sollievo momentaneo dell’ansia, ma solo fino a quando l’ossessione non ricomincia; originando un ciclo ossessivo-compulsivo che può manifestarsi in molteplici modi.


Impatto Sulle Relazioni: Tra Tensioni e Fraintendimenti 

Le tensioni cominciano a sorgere quando i comportamenti ossessivo-compulsivi entrano in conflitto con le aspettative e le esigenze dei partner, dei familiari e degli amici. I comportamenti compulsivi possono essere fraintesi come mancanza di interesse o coinvolgimento emotivo, generando conflitti e risentimenti. Vi è mai capitato di iniziare a litigare per un’anta lasciata aperta? Spesso queste esigenze possono generare conflitti con il partner che potrebbe sentirsi frustrato e limitato dalla rigidità delle regole imposte che andrebbero condivise e discusse per una convivenza serena. Un partner può interpretare la costante ricerca di certezza e bisogno di rassicurazioni continue o la necessità di controllo come segni di distacco o freddezza, anziché riconoscerli come manifestazioni di un disturbo mentale complesso. Anche nelle relazioni familiari, i genitori possono sentirsi impotenti di fronte alla sofferenza dei propri figli e frustrati dalla sensazione di non poter fare abbastanza per aiutarli. Allo stesso modo, in caso di genitori con DOC i figli possono provare confusione e frustrazione nel tentativo di comprendere e accettare i comportamenti irrazionali degli stessi. Ad esempio: se un genitore avesse ossessioni legate alla pulizia, i figli potrebbero sentirsi frustrati nel vedere il genitore dedicare gran parte del tempo alla pulizia anziché trascorrere tempo con loro; soprattutto da bambini. Immaginate di crescere insieme, quando un amico è affetto da Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), queste relazioni possono essere messe a dura prova. Per gli amici, vedere un compagno di lunga data ritirarsi e rifiutare inviti può essere sconcertante e doloroso, portando a sentimenti di abbandono e incomprensione. Ma dietro questo comportamento c'è una lotta silenziosa e incessante con pensieri e paure che imprigionano la mente. Non si tratta di disinteresse o mancanza di affetto, ma di un tumulto interno che rende difficile vivere normalmente. È in questi momenti che la comprensione e l'empatia diventano fondamentali.


Cosa può aiutare una persona con DOC? 

Nonostante le sfide che il disturbo possa presentare c'è speranza per coloro che ne soffrono e per coloro che li circondano. La consapevolezza del disturbo può svolgere un ruolo cruciale nel ridurre lo stigma associato ad esso. L’accoglienza e comprensione sono i primi passi verso un supporto efficiente ed efficace a persone con DOC. Il supporto emotivo è prezioso. Essi possono essere presenti per ascoltare, comprendere e aiutare la persona affetta da disturbo ossessivo-compulsivo durante i momenti difficili. Questo può ridurre il senso di isolamento e la solitudine che spesso accompagnano il DOC, ed è anche per questo che educare sé stessi e gli altri sul disturbo è fondamentale per promuovere una maggiore accettazione. Oltre al supporto emotivo, risulta essere necessario in molti casi l'assistenza professionale come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) che è uno degli approcci più efficaci nel trattamento del DOC. Un terapeuta può aiutare il paziente a identificare e modificare questi pensieri distorti o irrazionali. L'obiettivo è quello di cambiare la percezione che il paziente ha dei propri pensieri ossessivi, riducendo così la loro potenza e il loro impatto sulla parte emotiva. Il lavoro sulle compulsioni può concentrarsi ad esempio sulla graduale esposizione alle situazioni che scatenano le ossessioni, utilizzando l'esposizione progressiva a situazioni temute o scatenanti, mentre si impara a tollerare l'ansia senza compiere le compulsioni. Questo aiuta il paziente a ridurre la dipendenza dai comportamenti ritualizzati e a ridurre l'ansia associata alle ossessioni. Quando i sintomi sono particolarmente invalidanti, la terapia farmacologica può essere un complemento essenziale alla CBT. Gli antidepressivi, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), aumentano i livelli di serotonina nel cervello, riducendo così l'intensità delle ossessioni e delle compulsioni. Ogni persona è unica e l’approccio terapeutico deve essere personalizzato, spesso una combinazione di entrambi i trattamenti è la strategia più efficace. È importante lavorare in collaborazione con un professionista della salute mentale per sviluppare un piano di trattamento personalizzato che sia adatto alle esigenze specifiche del paziente. Come abbiamo potuto apprendere da questo articolo, il DOC può avere un impatto profondo sull'affettività e sulle relazioni umane, ma non deve definire e governare la vita di chi ne è affetto. Con la giusta consapevolezza, comprensione e supporto, è possibile per chi vive con il DOC trovare un percorso verso la guarigione e costruire relazioni più sane e significative. Il viaggio può essere difficile, ma con il sostegno giusto, non è mai affrontato da soli. 

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Dott. Simone Scuotto 

Psicologo e psicoterapeuta

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