LINDA LOUISE EASTMAN - woman on the run
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di Margherita Budroni
New York, 1941 - Tucson, 1998
Linda McCartney by Eric Clapton. 1967
Linda cresce circondata dall’arte, fin da piccola fa parte della sua vita. Suo nonno era immigrato dalla Russia ed era un pittore, suo padre era un grande collezionista di opere d'arte e finì anche per fare da avvocato a diversi artisti come Robert Motherwell e Willem de Kooning. Cresce circondata da quadri meravigliosi e non si può non pensare che questo abbia avuto una grande influenza su di lei.
Ama molto anche la musica. Le star che vengono ritratte dai suoi scatti le conosce e le ascolta, probabilmente le ha anche viste dal vivo. Cresciuta a New York, vive in prima persona l'epoca dei gruppi doo-wop e conosce tutti i piccoli gruppi che non avevano avuto successo nel Regno Unito. Sa cosa le succede intorno. A New York si immerge nella scena musicale e inizia a scattare foto per riviste come Rolling Stone e Crawdaddy. Si trova spesso in prima fila ai concerti, fotografando la musica che ama e di cui ha una profonda conoscenza: la sua passione per la musica e per la fotografia diventano così una cosa sola.
Studia Storia dell'Arte a Tucson. Le lezioni si svolgono in un tipico pomeriggio caldo, in una piccola stanza buia a guardare una proiezione. A volte, confessa, le è capitato persino di appisolarsi. Tra le sue artiste preferite c'è Dorothea Lange e i gusti di Linda si formano guardando anche artisti come Walker Evans, Ansel Adams e Georgia O'Keeffe. Ha così una conoscenza vasta dell'arte, una delle passioni che condivide con Paul, il beatles che sposerà nel 1969, nonché il suo grande amore.
Polaroid scattata da Linda. Sussex, Inghilterra, anni '80
È affascinata da tutte le forme di fotografia. Inizia con una macchina fotografica Nikon e ingegna un trucco particolare: stacca un pezzettino dalla scatola della pellicola Kodak e lo infila in una piccola fessura sul retro della macchina per ricordarsi quale pellicola sta usando. Poi passa alle Polaroid. All'epoca gira voce che non sarebbero durate a lungo, cosa che fortunatamente non si è rivelata vera, e Linda adora quel formato. Successivamente si procura una grande macchina fotografica a lastre 10x8 e si appassiona a questo formato per gli scatti più formali, realizza bellissimi ritratti e mettendosi sotto una grande coperta sperimenta.
Dopo il matrimonio, la sua fotografia inizia a concentrarsi sulla vita familiare: i bambini, i cavalli, la campagna, i paesaggi. Qualunque situazione la utilizza per la sua arte, e la sua tecnica si sviluppa naturalmente in questo modo. Sente parlare della cianotipia e si appassiona all'idea di stampare le foto da sola, ama trattare la carta in modo casuale e trova magico il processo di sviluppo sul balcone al sole. È entusiasta della sua fotografia, perché per lei è la vita stessa.
Conciliare famiglia e carriera può essere difficile, ma Paul e Linda riescono a farlo praticamente ovunque: lui può scrivere canzoni ovunque, lei può scattare foto ovunque. Linda è una mamma eccezionale e un'ottima cuoca, e si dedica con grande impegno alla famiglia. Paul non è da meno. Ricorda che costruiva mobili con vecchie scatole di patate, e lei li fotografava; scattava foto istantanee di portauova che trovava interessanti.
Paul, Mary e Stella. Scozia, 1977
Un’altra passione sono gli animali. Se passa davanti alla vetrina di una macelleria e vede animali appesi, ne rimane disgustata, morti per il piacere dell'uomo. La questione la infastidisce parecchio, così li fotografa, documentando quello che noi considereremmo maltrattamenti. Se vede il cassone aperto di un camion della carne con una grossa carcassa appesa, la fotografa invece di limitarsi a dire "Che schifo!" e andarsene. Linda ha uno spirito attivista: vuole mostrare alla gente cosa succede.
Paul esprime così l'ammirazione nei confronti della fotografia della sua lovely Linda:
Ero un grande appassionato di fotografia, quindi capivo quello che faceva. Ma sapevo che era più brava. Non c'è mai stato alcun dubbio. Ammiravo le sue capacità e potevamo parlare di fotografia. Ad esempio, parlavamo delle impostazioni di luce, o della loro assenza! Non era una grande fan dell'esposimetro. Andava a intuito, il che è davvero sorprendente se si guardano alcune delle sue foto. C'è questa foto di James in Scozia in cui salta in aria e io sono in equilibrio sulla staccionata, e sono sicuro che in quella foto ci siano un sacco di dettagli tecnici di cui io non saprei nulla. Linda doveva catturare il movimento di James, quindi c'era di mezzo la velocità dell'otturatore. Doveva mettere a fuoco la distanza, il primo piano e lo sfondo. Aveva un talento naturale per tutto questo.
L'ingrediente per una buona fotografia è trovarsi nel posto giusto al momento giusto, e poi sapere quando scattare. Linda era bravissima in questo: sapeva mettere le persone a proprio agio, e non era una persona da lunghe sessioni fotografiche. Piuttosto, scattava una o due foto informali e poi metteva via la macchina fotografica. Non le piacevano gli allestimenti elaborati con tante luci e altri elementi: voleva che i suoi soggetti si sentissero a loro agio, voleva catturare momenti.
