LILLY REICH - La progettista che ha portato il corpo nello spazio

LILLY REICH - La progettista che ha portato il corpo nello spazio

di Margherita Budroni

 

Berlino, 16 giugno 1885 – Berlino, 14 dicembre 1947

 

Nel 1909 il Werkbund tedesco, un'organizzazione dedita al miglioramento della società attraverso la promozione dei più alti standard di design e produzione, dichiarò che le donne erano "incapaci di affrontare gli impegnativi compiti progettuali dell'architettura". Undici anni dopo, il Werkbund nominò la prima donna nel suo consiglio di amministrazione: Lilly Reich. Nei tre decenni successivi, la Reich realizzò un corpus di opere innovative in campi diversi come l'architettura, la moda e il design industriale.

La sua formazione include un periodo alla Wiener Werkstätte, dove lavora nel settore tessile e nell'arredamento d'interni, tra le poche carriere nel design accessibili alle donne nella Germania di inizio Novecento. Grazie a questa esperienza iniziale, acquisisce una profonda conoscenza di come il corpo umano occupa lo spazio: competenze che influenzeranno i progetti di tutta la sua carriera. Nei suoi scritti sulla moda, Lilly stila la sua filosofia: "Gli abiti devono e possono crescere insieme, formare un tutt'uno organicamente inseparabile con la donna che li indossa, dare un'immagine del suo spirito ed esaltare l'espressione della sua anima e il suo senso di vita".

L'interazione organica tra la materia e la forma umana nello spazio si manifesta in modo eclatante in un'installazione progettata dalla Reich per un caffè allestito con tessuti di velluto e seta in occasione di una mostra di moda a Berlino nel 1927. Utilizzando una parete di tessuto sinuosamente sospesa per delimitare lo spazio, Lilly crea zone di quiete visiva e uditiva all'interno di un padiglione espositivo. Il sistema di pareti flessibili impiegato dalla Reich a Berlino viene in seguito utilizzato con grande efficacia dall'architetto Mies van der Rohe, con il quale la Reich collabora strettamente nel decennio successivo.

Café Samt und Siede, 1927

 

La partnership tra Lilly e Mies su progetti di arredamento, architettura e allestimenti espositivi trasforma entrambi i loro metodi di lavoro, portando all'introduzione di stili audaci e individualisti, che enfatizzano l'uso drammatico del colore e dei materiali di lusso, all'interno del programma funzionalista che domina l'architettura e il design moderni. Il periodo in cui lavorano insieme da vita ad alcuni dei design più iconici dell'era modernista, tra cui la poltrona Barcelona (originariamente di un verde brillante). Tra i loro numerosi progetti architettonici si annoverano i progetti per le mostre del Weissenhofsiedlung del 1927 , dell'Esposizione Universale di Barcellona del 1929 e dell'Esposizione di Architettura di Berlino del 1931. Durante questo periodo intenso, supervisionano congiuntamente anche gli ultimi anni dell'influente scuola Bauhaus di Berlino, con Mies come direttore e la Reich a capo del laboratorio di tessitura e di interior design, prima della sua chiusura a causa delle pressioni del regime nazista.

Era comune che le architette del primo periodo moderno vedessero il proprio lavoro oscurato da quello del partner; questo valeva anche per Lilly. Mies emigrò negli Stati Uniti nel 1938 (lasciando sia la famiglia che la compagna di lavoro) e sopravvisse alla Reich per oltre 20 anni, un periodo durante il quale la sua prolifica produzione di edifici iconici consolidò la sua fama come uno dei principali architetti del dopoguerra. Ricerche e rivalutazioni più recenti hanno riportato figure femminili come Lilly al centro della storia del progetto modernista, sia come collaboratrici sia – come nel caso della Reich – come voci creative influenti a pieno titolo.

 

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