THE PITTI POOL
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di Marianna Di Biagio
A volte le tendenze si riconoscono subito. Altre volte restano sott'acqua.
Pitti Uomo 110 appartiene probabilmente alla seconda categoria. Dietro The Pitti Pool, il tema scelto per questa edizione, non si nasconde infatti una semplice suggestione estiva, ma una riflessione più ampia sul modo in cui l'uomo contemporaneo sceglie di guardarsi e raccontarsi.
Nella campagna ideata da Chris Vidal Tenoma e Tuomas Laitinen, un moderno Narciso osserva il proprio riflesso sulla superficie immobile dell'acqua. Riconosce il potere seduttivo della propria immagine, senza lasciarsene intrappolare e decide invece di rompere l'incantesimo.
Dopo stagioni dominate da codici estetici rigorosi e immediatamente riconoscibili, a questo giro il menswear appare meno interessato a costruire immagini perfette e più concentrato nel raccontare come gli abiti vengono vissuti, prima ancora che osservati.
Le silhouette si alleggeriscono, le costruzioni si fanno più morbide e i tessuti seguono il movimento del corpo: l’eleganza rimane, ma perde parte della sua rigidità.
Più che affermarsi attraverso regole e costruzioni formali infatti, sembra trovare la propria ragion d'essere nel modo in cui accompagna la vita quotidiana.
Ad affiorare è senza dubbio una sensibilità condivisa, un desiderio intrinseco di libertà e leggerezza.
In fin dei conti, più che una tendenza, quella emersa a Pitti Uomo 110 è infatti un’attitudine: la scelta di smettere di contemplare il riflesso e, finalmente, entrare in acqua.
SUNDEK
Tra i debutti più interessanti di questa edizione c'è quello dello storico brand californiano Sundek, che arriva al Pitti con una collezione che sembra intercettare perfettamente questa voglia di leggerezza.
Da DNA, il surf è infatti parte fondamentale dell’universo del brand, ma quello presentato a Firenze per la SS27, non è l’immaginario patinato della California da cartolina. Con la nuova label Goldenwave, Sundek guarda alle proprie radici attraverso tonalità scolorite dal sole, tessuti morbidi e volumi rilassati, costruendo un guardaroba che sembra aver già vissuto un'intera estate.

DICKIES
Se Sundek guarda all'oceano, Dickies parte invece dall’officina, eppure il risultato non è così distante.
Per il suo debutto a Pitti Uomo 110, il brand americano sceglie di raccontarsi attraverso il concetto di "From Industry to Icon", ripercorrendo il percorso che lo ha portato dalle fabbriche del Texas a diventare uno dei nomi più riconoscibili del menswear contemporaneo.
La collezione guarda ai grandi classici che hanno costruito la sua identità, work pants, denim e outerwear, ma lo fa con uno sguardo meno rigido e più aperto alla quotidianità. I fit si rilassano, i lavaggi acquistano profondità, le proporzioni si ammorbidiscono senza perdere quel carattere autentico che da sempre distingue il marchio.
È interessante osservare come anche un brand nato per vestire il lavoro sembri oggi interrogarsi sul tempo libero, non rinnegando la propria storia, ma reinterpretandola attraverso un guardaroba più versatile e spontaneo.

LA MARTINA
Se Sundek porta a Firenze la leggerezza della costa californiana e Dickies quella dell'America industriale, La Martina la cerca sui campi da polo.
Lontano dall'idea di uno sportswear esclusivamente performativo, il brand continua a costruire un guardaroba capace di muoversi con naturalezza tra eleganza e tempo libero, mantenendo intatti i propri codici identitari ed alleggerendone allo stesso tempo la lettura.
Le polo restano protagoniste, certo, ma inserite all'interno di un linguaggio più morbido e contemporaneo, dove il comfort non è più l'alternativa allo stile, bensì una sua naturale evoluzione.

Che si parta da una tavola da surf, da una fabbrica texana o da un campo da polo, il risultato sembra essere lo stesso. Mondi lontanissimi che convergono verso una nuova idea di menswear, meno interessata a definire regole e appartenenze e più attenta al modo in cui gli abiti vengono vissuti.
Non la ricerca di una nuova uniforme, ma il desiderio di liberarsene. Di alleggerire le costruzioni senza rinunciare all'identità, di riscoprire il piacere di indossare un capo prima ancora di mostrarlo.
In fondo, forse, il vero lusso di questa stagione è proprio questo: sentirsi a proprio agio nei propri abiti. E, ogni tanto, trovare anche il coraggio di tuffarsi.