Ossessiva originalità: la ricerca del Santo Graal della Moda

Hai mai pensato quanto l’ossessione per l’originalità abbia plasmato il mondo della moda? È come se ogni designer, ogni stilista, e ogni appassionato fossero alla costante ricerca del Santo Graal dell’individualità. Ma da dove nasce questa incessante ricerca di distinzione? E come si concilia con il desiderio universale di appartenenza? Partendo dalle radici di questa ossessione, la ricerca dell'unicità ha iniziato a muovere le masse sin dagli esordi della storia della moda. Quando era proprio la società a creare delle fazioni tra chi voleva realizzare la propria individualità, chi nutriva la necessità di appartenere a qualcosa e chi semplicemente seguiva la massa. Il continuo conflitto tra affermazione della propria identità e il bisogno di seguire le ultime tendenze di moda ha sempre alimentato un delicato equilibrio. 

Eppure, nell’era contemporanea, questo dilemma non solo persiste ma sembra addirittura amplificarsi. Con l’avvento della tecnologia questa lotta si è trasformata in una vera e propria guerra, con i social diventati un vero e proprio campo di battaglia. Qui, tra insidie e trappole dei cliché, si combatte una guerra silenziosa per mantenere la propria autenticità.

Come se essere “abbastanza” non fosse abbastanza. Ogni influencer, creator e aspirante fashionista di oggi, si impegna fortemente nella corsa all’unicità. È quasi comico osservare tutta questa frenesia per lo stile personale mentre ci si trova intrappolati in un labirinto senza uscita delle pressioni sociali, delle influenze culturali e delle estetiche contemporanee sempre mutevoli. In un’epoca in cui essere “alla moda” è diventato sinonimo di originalità, ci si chiede: non dovrebbe bastare il semplice fatto di essere nati diversi? Quanto di autenticamente "originale" può esserci in una tendenza che si diffonde come un virus attraverso le piattaforme sociali?

In questa commedia dell’originalità a giocare un ruolo cruciale sono proprio le pressioni sociali: ogni foto diventa mezzo di esibizione, un’opera d’arte a metà tra il reale e l’illusorio. Instagram, è diventato il palcoscenico per mostrare al mondo la propria unicità. Chi non ha mai trascorso ore a perfezionare la propria immagine online, cercando di apparire casualmente al passo con la moda senza alcuno sforzo? C'è chi potrebbe ammettere apertamente la verità e chi invece negherà con veemenza, ma dietro ogni scatto impeccabile si nasconde un'infinità di tentativi, aggiustamenti di filtro e angolazioni che sfidano la legge della gravità. Come in un gioco di specchi, dove i riflessi spesso distorcono la realtà, dietro ogni istantanea si cela un'orchestra di emozioni che, a volte, non corrispondono affatto a ciò che viene immortalato.

Senza trascurare l'importante impatto delle influenze culturali: in un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, le frontiere tra le diverse culture si stanno gradualmente dissolvendo. Se da un lato questo fenomeno può essere affascinante, dall'altro alimenta l'ossessione per l'originalità, spingendo molti a oltrepassare il confine tra l'apprezzamento di una cultura e la sua appropriazione; tutto a discapito della necessaria sensibilità e consapevolezza. A fare la differenza è proprio la consapevolezza che si ha di ciò che si indossa, è la conoscenza della storia di un capo a permetterci di reinterpretarlo. Sapevate che il balaclava ha una storia risalente all’Ottocento? Inizialmente ideato come armamento militare, per poi diventare parte delle tenute sportive ed evolversi sino a rendersi simbolo di ribellione e sovversione estetica.

Se pensiamo alle stampe etniche o ai motivi floreali, veniamo inconsciamente trasportati alle tradizioni di diverse etnie. Ad esempio, il kimono, assieme ai motivi floreali, è un capo antico e simbolico della cultura giapponese, spesso reinterpretato da designer che ne apprezzano la forma e i motivi tradizionali. Indossato in occasioni speciali come matrimoni, cerimonie e festival, il kimono è spesso considerato una vera opera d'arte, lavorato con tessuti pregiati o dipinto a mano. Ogni capo di abbigliamento racchiude una storia ricca di significato e tradizione. È fondamentale riconoscere che dietro ogni indumento c'è una cultura da rispettare. La conoscenza è cruciale, specialmente quando si tratta di indumenti provenienti da altre culture, poiché è proprio la consapevolezza che previene l'appropriazione culturale. Essere consapevoli e rispettare le origini di un capo non solo arricchisce la nostra comprensione della moda, ma ci permette anche di onorare e preservare la diversità culturale del mondo. 

Tra le molteplici influenze della moda moderna, un aspetto cruciale da considerare sono le estetiche contemporanee: una miscela di tendenze che si intrecciano e si oppongono, creando una ricca varietà di colori e prospettive. Dalle linee pulite dei minimalisti ai design audaci e saturi dei massimalisti, dalle forme fluide e futuristiche ai richiami nostalgici del vintage, sembra che nel vasto mondo della moda ci sia spazio per ogni gusto e stile. In un’epoca dominata dai social media e influencer, è evidente quando le tendenze vengono create e distrutte con un click. Considerando che nel momento in cui diventa tendenza un capo perde di unicità, quanto di questa originalità è vera e quanto è un’illusione finemente costruita? La moda va oltre il semplice abbinamento di abiti e accessori, è un'arte. Basta pensare ai movimenti sociali che hanno influenzato la moda nel corso della storia, come gli hippie degli anni '60 o la rivoluzione punk degli anni '70. Queste sottoculture hanno trasformato la nostra percezione del mondo e di noi stessi, evidenziando la potente forza del cambiamento e della liberazione. Integrando e riflettendo lotte sociali, di genere e politiche, le subculture si contrappongono alle fragili tendenze odierne, caratterizzate da una ricerca superficiale di autenticità. La differenza fondamentale tra le due è la necessità di cambiamento: nel passato c'era un urgente bisogno di rivoluzione e la moda rifletteva e promuoveva cambiamenti sociali di maggiore profondità rispetto a oggi. L’ossessione per l’originalità e il rapido cambiamento delle tendenze non solo alimenta un ciclo di consumo insostenibile, ma stiamo arrivando al punto di non riuscire a starci dietro. È importante riconoscere che questo rapido cambiamento non porta solo a una frenetica ricerca di originalità, ma anche all'apertura di nuovi sbocchi lavorativi. Questo ciclo perpetuo di novità e cambiamento crea opportunità per designer, stilisti, fotografi, modelli, e una vasta gamma di professionisti del settore. Dallo sviluppo di nuovi materiali sostenibili alla creazione di campagne di marketing innovative, il mondo della moda offre una molteplicità di possibilità lavorative che si adattano alle esigenze mutevoli del mercato globale. Allora cosa vogliamo essere? Originali o alla moda? E soprattutto, ci interessa veramente? Forse il punto finale è esattamente questo: imparare a non prendere tutto troppo sul serio, abbracciando la propria individualità e apprezzandone le caratteristiche. Alla fine della giostra, purtroppo o per fortuna la moda è esattamente la strada su cui si svolge la maratona per il titolo di “più originale”. In un mondo dove tutti cercano di emergere e di essere riconosciuti, è importante rimanere fedeli a sé stessi. La moda può essere un’esperienza divertente da vivere, ma non bisogna lasciare che sia lei a giocare con la tua persona. Bisogna diventare protagonisti della propria storia e designer del proprio destino, così l’originalità diventerà una piacevole conseguenza e non un tormentoso raggiungimento.


Erika Del Prete

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