La Discarica Diesel - FW26 27

La Discarica Diesel - FW26 27

Diesel ha appena aperto la Milano Fashion Week FW 26-27 e mi aspettavo una dichiarazione, non un trasloco.

Il set design è uno svuota-magazzino di oggettistica accumulata negli anni. Archivio portato fuori, ammassato, messo in scena. Scelta economicamente furba, immagino la produzione abbia brindato. E attenzione, c’è anche un lato virtuoso: riutilizzare invece di costruire l’ennesima scenografia in plastica destinata a vivere quaranta minuti e poi sparire è assolutamente una visione eticamente ammirevole.
In un sistema che brucia budget e materiali con una leggerezza spaventosa, il riuso è quasi un atto rivoluzionario.

Però.

La moda non è solo gestione intelligente delle scorte. La sostenibilità è un tema serio, ma se vogliamo parlare davvero di impatto allora guardiamo alla produzione, alle filiere, ai lavoratori, ai volumi. Non alla singola scenografia annuale. Perché la sfilata è il teatro. E il teatro, se lo svuoti di visione, resta solo scenografia riciclata.

L’idea? Carina. Simpatica. Anche coerente con un’estetica industriale, caotica, quasi da deposito creativo. Ma “simpatica” non è esattamente il complimento che si fa a una collezione che dovrebbe aprire la stagione.

E i capi non hanno aiutato. Alcuni pezzi si salvano, certo. Ma nel complesso poco rischio e molta ripetizione. Più esercizio di stile che slancio. Più barbone studiato che rivoluzione. Se il set era una discarica, i vestiti non si sono messi di traverso per contraddirla.



Mi dispiace dirlo, perché Glenn Martens è uno dei direttori creativi più intelligenti, e umanamente resta una figura interessante. Ma è sempre troppo facile trasformare il direttore creativo nel parafulmine di scelte che spesso arrivano da molto più in alto. Qui il problema non è una persona. È una direzione.



Se questa è l’apertura della Fashion Week, speriamo che il resto abbia più fame, più tensione, più coraggio. Perché se iniziamo a confondere il riordino con la visione, della moda resterà solo l’inventario.

Baci,
La vostra Marlè

Torna al blog