J.Salinas SS27

J.Salinas SS27

di Nicole Bellini

 

Ogni volta me lo ripeto e me lo prometto: «Non devi fare tardi. Non devi fare tardi». E ogni volta, puntualmente, tradisco me stessa. Anche oggi rischio di perdermi la sfilata perché, sì, sono in ritardo. Arianne mi chiama per ricordarmi che l’orario di arrivo era circa quindici minuti fa. Piccolissimo dettaglio.

Dopo un’accelerata degna della maratoneta più veloce del mondo, arrivo finalmente a Palazzo della Stampa, in via Soncino 2.

Entriamo, e subito la location segna +1000 punti: in stile decadente, proprio come piace a me.

La sfilata inizia e in sottofondo il mio infallibile orecchio li riconosce: i Cocteau Twins. Proprio loro, che in un preciso periodo della mia vita mi hanno fatto versare decisamente non poche lacrime.

Fin da subito abbiamo chiari gli elementi cardine della sfilata: una palette accesa fatta di rosso, arancione, giallo, blu e azzurro, che si alterna a tonalità più delicate di verde e viola. Il richiamo al mare è evidente e lo ritroviamo nelle forme morbide, nei volumi che ricordano meduse e creature marine e code di sirena.

Io e Arianne siamo d’accordo: in una collezione che, tutto sommato, non aggiunge troppo a ciò che il brand non abbia già raccontato, colpisce la lavorazione a crochet, presente in tutti i look e realizzata interamente a mano. Sta tutto qui il richiamo al Perù, paese d’origine del designer, e alla tradizione artigianale delle donne peruviane.

La sfilata si chiude sulle note di un brano peruviano. Il designer esce con le donne che hanno realizzato i capi crochet, tutti vestiti con abiti tipici. Travolte dalla musica, iniziamo a muoverci. Solo con le spalle, ovviamente. Siamo pur sempre a una sfilata.

Usciamo e, appena fuori, l’inaspettato: un vero e proprio fandom di J. Salinas. Donne peruviane sventolano la bandiera del Perù, palpitanti, al grido di «Siamo le amiche di Salinas!».

Ci guardiamo. La tentazione è forte.

Chullo, bandiera e via. Quasi quasi ci uniamo anche noi! 

Un bacio, 



Nicole

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