“A Ceremony Stitched to Break” - Alchètipo FW 26 27
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di Nicole Bellini
“Dissero per sempre con voci addestrate a non tremare.
Qualcosa sotto non trovò mai posto. Premeva. Aspettava. Imparava a nascondersi senza sparire.”
È con una musica drammatica che comincia la sfilata di Alchètipo FW 26 27. Sono due le figure a entrare. Distanti, si guardano per poi subito negarsi.
I due si incontrano a fine passerella e iniziano una danza di attrazione e repulsione, di amore e odio, di desiderio e rifiuto. Questa è la storia di due amanti che si amavano.

Appare il primo look: un abito da cerimonia, gotico, drammatico, con spalle rigide, cravatta chiusa a fiocco, e sopra un fiocco di metallo che brilla come un monito. Il modello porta un piccolo mazzolino di fiori. “A ceremony stitched to break” è infatti il titolo della collezione e noi assistiamo proprio al momento successivo di una cerimonia celebrata ma consumata da una promessa pronunciata per svanire.
I personaggi che seguono sono infatti i reduci di quella cerimonia. Consumati, devastati, sfiancati, indossano abiti drammatici in lana e pelle, che destruttura l’impianto sartoriale degli abiti stessi.


Le linee sono rigide e volumetriche. C’è un gioco di layering, di capi ripensati nella loro struttura e funzione. Le cravatte diventano fiocchi rigidi, sistemati lateralmente sul collo, accompagnati da papillon metallici. Corsetti stretti sono il ricordo sbiadito di un romanticismo che ora è solo costrizione, qualcosa che stringe fino a togliere il respiro. Sono il bianco della purezza, il nero della fine, il rosso della passione a essere protagonisti della collezione. Compare anche il gessato, identitario del brand, con il Principe di Galles cuore materico della collezione. Scorgiamo sui capi accessori a forma di serpenti, intrecciati anche nei capelli, che trasformano i modelli in creature simili a gorgoni. I personaggi della storia sono figure tim-burtoniane: cupi, angoscianti, pallidi, sbiaditi dal mondo circostante a cui non appartengono, ma così struggenti nella loro umanità fragile e minuta.

La cerimonia è appena finita. Alcuni di loro hanno già iniziato a spogliarsi. Qualcuno porta le scarpe in spalla, e qualcuno ha il volto bagnato dalle lacrime. Le lacrime di un lieto fine sperato ma mancato. Perché per loro, gli amanti di questa storia, c’è soltanto un amore destinato a rompersi.
Anche noi piangiamo con loro. Ci accorgiamo che tutto ha funzionato nell’attimo perfetto della sfilata e ne usciamo devastati.